“Civicum” presto anche a Torino, a Roma e a Napoli” di Mariella Alberini.
Intervista a Federico Sassoli de Bianchi, Presidente di Civicum.
“Sovente, all’origine dell’inefficienza dello Stato c’è la mancanza di pressione popolare per spingere l’Amministrazione pubblica a reagire. Per iniziativa di un gruppo di cittadini, che volevano partecipare alla gestione della “cosa pubblica” senza sbocco nel sistema attuale dei partiti, a Milano, il 14 ottobre 2004 abbiamo costituito la Fondazione Civicum”, dice Federico Sassoli de Bianchi, Presidente di Civicum, immobiliarista 52enne, laurea in Scienze Politiche, MBA Insead. Ci racconta i programmi e le iniziative per risvegliare e coinvolgere gli italiani a non sentirsi sudditi, ma azionisti dello Stato. A un anno dall’inaugurazione, durante la riunione del 14 ottobre 2005, sono stati presentati i risultati delle analisi svolte dalla SDA Bocconi, relative al bilancio del Comune di Milano. E il lavoro svolto dall’Ufficio studi di Mediobanca.
D. Qual è stato l’operato di Civicum in questo primo anno di vita?
R. Abbiamo sviluppato un’intensa attività scientifica in collaborazione con la Bocconi per l’analisi del Bilancio del Comune di Milano e con l’Ufficio studi di Mediobanca abbiamo presentato l’analisi dei bilanci delle società controllate dai comuni di Milano, Roma, Torino e Napoli. Noi crediamo che attraverso le analisi il cittadino possa capire le risorse del proprio Comune. Le società controllate dal Comune di Milano rappresentano il 60% dell’attività del Comune, in importanti settori, quali quello dell’energia, degli aeroporti, dei trasporti, della raccolta dei rifiuti. Abbiamo presentato questi risultati in convegni dove oltre ai rappresentanti delle Università e degli Istituti che hanno collaborato con noi, c’erano anche gli assessori ai bilanci delle società dei Comuni coinvolti.
D. Che cosa avete scoperto in particolare?
R. Innanzi tutto che i bilanci sono sconosciuti a quasi tutti. Nessun cittadino prima di noi si era mai interessato all’argomento e anche gli amministratori pubblici che li approvano, li discutono molto rapidamente. Discutono a lungo sul bilancio preventivo, ma non su quello consuntivo.
D. Che cosa succede quando qualcuno va a chiedere il bilancio di un Comune come quello di Milano?
R. Quando uno di noi si è presentato a chiederlo, l’ufficio competente, individuato con una certa fatica, ha palesato molta meraviglia e ha chiesto come mai lo volevamo. Verificato che era nostro diritto averlo, ci hanno informato che si dovevano fare delle fotocopie del costo di circa 140 euro. Abbiamo pagato e ottenuto una valigiata di documenti perché il bilancio di un Comune è molto complesso, ponderoso e di difficile comprensione.
D. A questo punto, dopo il convegno del 14 ottobre u.s., avete sostenuto che il cittadino non deve essere un suddito bensì un interlocutore dell’Amministrazione Pubblica dello Stato…
R. E’ questo il tema fondamentale. Il cittadino può e deve intervenire nelle scelte riguardanti la sua città e al suo Paese. E può farlo anche al di fuori dell’azione dei partiti politici. Oggi in Italia manca al cittadino la possibilità di occuparsi dello Stato, del Comune e delle scelte pubbliche senza doversi schierare in un partito.
D. Civicum crede di poter intervenire nelle decisioni sui progetti in atto per la nostra città e di poterne discutere con i responsabili?
R. Certo. La richiesta che noi faremo al Comune è di rendere pubbliche su Internet le decisioni che intendono prendere prima che vengano approvate e rese definitive.
D. A che punto è il progetto di far partecipare Torino, Roma e Napoli a Civicum?
R. E’ un obiettivo che intendiamo portare avanti coinvolgendo persone che hanno gli stessi interessi in queste città e portando le analisi che stiamo facendo su questi Comuni e sulle loro società di servizi.
D. Uno dei grandi problemi delle nostre città è l’ambiente. In quale modo cercate di intervenire?
R. Il tema dell’inquinamento è legato al problema del traffico e della mobilità. Noi lo stiamo evidenziando da un punto di vista economico. Abbiamo verificato che il comune di Milano ha investito negli ultimi due anni oltre 2 miliardi di euro e altrettanto pensa di fare quest’anno.
D. Sono sufficienti?
R. Bisogna vedere che risultati danno. Bisogna passare da scelte decise dal Comune, portate avanti senza verifiche puntuali, a situazioni più precise su investimenti fatti. Si deve verificare l’impatto dal punto di vista della mobilità e dell’inquinamento.
D. Voi però interagite già con Ambiente Milano…
R. Il Presidente di Ambiente Milano è uno dei fondatori di Civicum insieme ad altri e quindi c’è una vicinanza di spirito e di intenti.
D. E adesso cosa vorreste ancora organizzare?
R. Vorrei lanciare un appello a tutti i cittadini di buona volontà e alle Associazioni che si occupano di temi vicino al nostro, perché collaborino con noi per creare una maggiore trasparenza e quindi maggiore efficienza.
D. Riuscire a organizzare Civicum in tutte le città del nostro Paese potrebbe dare la spinta definitiva per migliorare la situazione Italia?
R. Ne sono certo. Aggiungo che il bilancio del Comune di Milano, quest’anno è già stato redatto in una maniera più trasparente rispetto a quello dell’anno scorso.
D. Si potrà organizzare Civicum anche con i cittadini di Palermo e Reggio Calabria?
R. Lo speriamo: sarebbe molto importante.