Giugno 1995. Reduce da “Donna come te”, la mia rubrica sul Domenicale del Sole 24 Ore, chiedo a Vittorio Feltri di affidarmi una parte della corrispondenza con i lettori. Acconsente e la battezza “Visto da lei”. Le prime lettere le prendo dalla posta già in redazione: le altre arriveranno numerose e sempre più confidenziali. Si instaura fra me e tanta gente sconosciuta un legame di intimità, di fiducia, di meravigliosa stima, direi di affetto. Io ci metto passione, cuore, dedizione. La porto avanti aprendo a tutti gli argomenti: diventa un cocktail o un’insalata russa di quanto accade nella nostra attualità settimanale. Senza mancare a un appuntamento perché questa rubrica non va mai in vacanza e viene inviata via fax o via e-mail da dovunque io sia. E’ una sorta di compagna di vita, di viaggio, di avventura: una finestra sul mondo e un rapporto psico affettivo con i miei lettori. La porto avanti da dieci anni e non è stato sempre facile riuscire a pubblicarla. A periodi ha subito tagli dolorosi e ingiusti, deludenti per chi mi scrive. Poi è stata accolta a LIBERO e ha ritrovato la spontaneità di espressione. Sono accadute tante cose nella nostra vita. “Visto da lei” ha cercato di esserne testimone sincero. E vorrebbe continuare la conversazione perciò resta in attesa delle vostre lettere.
Grazie di cuore a Vittorio Feltri, sempre generoso della sua attenzione al mio impegno di giornalista e di scrittrice. Grazie a Pat per il faticoso lavoro di scannerizzazione e di assistenza al computer di centinaia di pagine dei miei libri. Grazie a chi mi legge: il libro migliore non sono ancora riuscita a scriverlo, ma ci provo e ci proverò sempre.
Mariella Alberini