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PREFAZIONE  di Ignazio LA RUSSA a  Oro Rosso Sangue di M. Alberini
 

Ho letto con molto interesse “Oro rosso sangue”,  il nuovo romanzo dell’amica Mariella Alberini,  giornalista e scrittrice di valore, che ha inventato il filone political thriller all’italiana. Infatti questo suo decimo libro completa una intrigante trilogia che nel tessuto narrativo contiene situazioni politiche nazionali  di stretta attualità, ma anche di un passato che ancor oggi incombe e ci fa molto male. 

Sullo sfondo della guerra civile in Italia, appendice dell’ultimo conflitto mondiale, si muovono personaggi di oggi, protagonisti della cosiddetta società del successo, assetati di denaro e di potere.

Nel primo capitolo appare l’io narrante del protagonista, incarcerato per il tentativo di un’ avventurosa quanto insolita scalata finanziaria, sostenuta da “interessati” appoggi politici. E subito ci si trova davanti al ricordo della strage di una intera famiglia di proprietari terrieri dell’Emilia-Romagna: dramma efferato ma purtroppo molto frequente nel 1944-45.

La scrittura di Mariella Alberini è, come sempre, chiara, incisiva, non scevra di sottile sense of humour. Tratteggia l’ affresco di una vicenda che ha profonde connessioni con le cruente scorrerie partigiane, scatenate da un odio di classe che giustificava stragi e razzie.

Lo scenario è animato da attori dissimili provenienti dalle molteplici “etnie” della nostra penisola.

Una bella donna d’affari milanese, acuta investigatrice per hobby e studiosa di criminologia, dipana con pazienza sistematica un groviglio di situazioni in apparenza sconnesse tra di loro. L’assassinio di un principe del foro petroniano fa scattare un’intuizione che porterà ad un puzzle complicato, nel quale si susseguono colpi di scena e verità nascoste, gestiti dall’autrice con abilità consumata, conseguenza di una nutrita schiera di thriller, ambientati nei cinque continenti.

I meccanismi usati da Mariella Alberini rivelano un’originalità inconsueta. La storia si dipana sovente nell’incanto di bucoliche atmosfere perdute. Ma non mancano paesaggi esotici con una caccia all’ultima tigre o il profumo fluviale di una gita sulla Vistola.

I suoi romanzi sono cronaca. Mariella non dimentica le sue radici di  giornalista appassionata. In questo, si intravvede un’Italia nella sua profonda trasformazione attuale con  poche luci e molte ombre. Esiste una spietata analisi delle storture che portano al disastroso malcostume generale. Nei suoi libri si avverte l’atmosfera inquietante che da decenni caratterizza ormai l’esistenza di tutti. L’autrice ha il talento di divulgare raffinati incastri storici, inseriti nel racconto a piccole dosi. Frutto di accurata ricerca che  riportano fatti agghiaccianti o notizie originali  più o meno ignoti alle nuove generazioni. Il tutto ingentilito da qualche eccitante scena d’amore delicatamente erotica, da soffuse sinfonie della Grande Musica o da visioni di arte antica: come quel meraviglioso “San Pietro in lacrime”, attribuito a Guido Reni.

 

                                                                                                                                                                  

                                                                                Ignazio La Russa

                                                            firma_min  La Russa

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