Prefazione di Umberto Veronesi
Il tigrepardo (Delitti e politica) di Mariella Alberini
Credo di essere stato fra i primi lettori dell’ultimo impegno di Mariella
Alberini, di certo incuriosito dal titolo di questo romanzo e invitato dalla
vivacità e fantasia dell’autrice ed amica, che sempre hanno dato vita a storie
intriganti, avvincenti, ricche di colpi di scena, e mai prive di un tocco di
mistero. Ingredienti necessari per tenere viva l’attenzione, misti di una
tecnica sapiente che sa invogliare a percorrere le pagine tutte di un fiato,
che stuzzica a fare scommesse su come si snoderà la storia.
Ogni bel libro ha il merito di regalare qualcosa al suo lettore. Una storia che
potrebbe essere reale, nel suo intreccio che spazia nell’ultimo ventennio della
nostra storia, alternando episodi recenti a fatti accaduti anni prima in un
flash-back della memoria e delle emozioni sospese nel tempo e nelle spazio, mai
uguali a se stesse volubili, a volte sincere o calcolate, passionali e
manipolate, assetate di potere, di ambizione e di arrivismo, come in uno
specchio della vita.
In ambienti patinati, di feste dai retrogusti amari e salotti alla moda, di
grandi alberghi dai fasti imbarazzanti, ammiccanti compaiono belle donne,
personaggi dell’alta borghesia, della nobiltà di oggi e di ieri, figure di
spicco del mondo imprenditoriale e politico nazionale ed internazionale. Attori
dai passi felini, come tante tigri cacciatrici solitarie si muovono
silenziosamente nel folto degli intrighi, inseguendo ed adocchiando
pazientemente la preda in attesa del momento opportuno per sferrare l’attacco.
Attacchi da ghepardo, simili ad una corsa verso una ignara gazzella, eleganti,
studiati nelle minime mosse per essere veloci, mirati, precisi, per non mancare
il colpo. Ognuno dei personaggi che animano la scena ha un’anima da fiera che
sorniona sorride agli eventi e ai fatti soddisfatta. “Tigrepardo
è il principe malavitoso, ma tigreparda è la politica che nulla crea e tutto distrugge”,
si leggerà nell’epilogo del romanzo e tigrepardi, voglio aggiungere, sono tutti
questi uomini e donne che hanno coi loro intrighi e pensieri appannato, perfino
annullato, i profondi valori della vita, di onestà, moralità, di rettitudine e
amicizia. La polvere di stelle di un insuccesso non frena sogni di nuove
grandezze anche a costo della vita, non vi sono lacrime neppure di fronte al
dramma di esistenze cancellate da un cieco destino, per chi ha compiuto il
proprio cammino dimentico delle leggi umane e divine. Sembra chiudersi con
l’amaro in bocca questo romanzo ma invece quello che mi resta nel cuore è
l’immagine, seppure siano pochi i personaggi che vedremo uscire di scena a
testa alta, di due giovani abbracciati nel crepuscolo di una giornata serena,
che progettano insieme il futuro. A significare che la vita, nonostante tutte
le peripezie ed avversità e la nostra crudeltà, continua e continuerà sempre ad
essere meravigliosa.
Umberto
Veronesi