Mariella Alberini​​
Giornalista e Scrittrice

"Otto simboli mongoli"

Collana Russa
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Mursia
Prefazione: Ferruccio DE BORTOLI

Copertina Otto Simboli Mongoli
Riassunto
In unanotte di plenilunio, a Ulaan Baataar, capitale della Mongolia Esteriore, vieneucciso a pugnalate il trentottenne deputato Hamar Zargal, capo del PartitoDemocratico, discendente da Kublai Khan. Nel suo testamento designa comesuccessore il cugino Sergheij Irbis Zargal Andreev, ex agente del KGB(oggi  FSB), tornato nella terra dei suoiavi materni dopo anni di isolamento in Siberia dove si era rifugiato.Così incomincia un intrigointernazionale che si svolge nel complesso scenario della Mongolia e dell’Asiacentrale, dove le immense ricchezze di quei territori innescano lotte diaccaparramento fra Oriente e Occidente.ElenaSkutova, affascinante protagonista di “Fuoco Russo Segreto”, ambasciatore inMongolia di fresca nomina, dovrà fronteggiare una situazione politico-economicaincandescente. Con “Otto Simboli Mongoli” si forma una piccola sagaassolutamente originale. Ci sono di mezzo le complesse relazioni che legano lacrisi mediorientale al difficile ingresso della Turchia nell’Unione Europea, latragedia tibetana causata dall’aggressività imperialista della Cina, leaspirazioni nazionaliste delle repubbliche caucasiche per tanti annischiacciate dai genocidi compiuti dalla furia omologatrice di Mosca. E unpotentissimo personaggio che trama nell’ombra. Tra le suggestioni esoterichedella terra degli sciamani, il misticismo buddista e la natura sconfinata delgrande vuoto mongolo, nascono passioni e sentimenti straordinari alimentatidalla purezza  dei grandi spaziincontaminati. Una miniera di uranio e diamanti è il perno della vicenda che sisvolge nel contesto molto attuale di quello che potrebbe essere il “GrandeGioco” del ventunesimo secolo. L’autrice, esperta di geopolitica, conosce afondo non solo la storia, le religioni, le tradizioni, la cultura e le leggendedi quelle regioni lontane, ma anche le evoluzioni dei rapporti politici ediplomatici. Riesce a farci sentire il profumo di quelle terre, di quelleforeste dove, tra isbe e gher, si viene a contatto con luci soffuse di albe etramonti di un mondo ricco di storia e di civiltà. Crimini e mistero verrannosvelati dopo una lunga serie di sapienti colpi di scena e rapidi cambi diinquadrature disseminate in numerosi, dimenticati angoli del pianeta.
Synopsis
By the light of a full moon, in UlaanBaataar, the capital of Eastern Mongolia, Hamar Zargal, a 38-year old Member ofParliament, also the Democratic Party leader and a descendent of Kublai Khan,is stabbed to death. In his will he nominated his cousin, Sergheij Irbis ZargalAndreev, an ex-KGB agent (now know as FSB) as his successor. The same IrbisZargal who has just returned to his homeland after years of solitaryconfinement in Siberia.This begins an international intrigue, whichtakes place in the complex setting of Mongolia and Central Asia. An exoticbackground, where, among isbas and ghers, one comes into contact with a worldfull of history and tradition. A plot which will touch upon Turkey’s difficultyin becoming a member of the European Union, maybe as a result of the MiddleEast crisis, the Tibetian tragedy caused by China’s imperialistic aggression aswell as the nationalistic aspirations of the Caucasian republics, that havebeen crushed for many years by the genocides at the hands of the Russians.There is also the rivalry between Russia and China. Both after one thing theimmense riches these magnificent Easter territories have to offer-uranium anddiamonds.The lovely Elena Skutova, newly appointedRussian Ambassador in Mongolia, will have to face a heated politico-economicsituation. She will also find herself torn between two lovers. Although alreadyromantically involved with Stephen Schmidt, a journalist working in Israel, sheis physically attracted to Irbis Zargal, who she meets several times whilelooking for an ally in this new and strange country,  and this leads to a brief pasional affair. Another ally comes from an unusual quarter,Dalah, Irbis Zargal’s girl friend. She accompanies Elena to see another side ofMongolia- the world of Buddhism and Shamanism. An illuminating experience for Elena, especially the visit tothe sacred temples of Khara Khorum. During this visit Elena is curious to knowmore about a Lama who is sitting near them, a very mysterious person. Elenaalso notices a strange red tattoo on Dalah’s left shoulder. Dalah explains thatit is one of the eight Mongolian symbols representing goodness and wisdom andoffers protection and good luck.A series of brutal murders follow and twoattempts on the life of Alim Muratbek, a history professor at the University ofAlmaty and a member of the Resistance and Independence Movement in Kazakhistan.The last thing Alim wants is an alliance with the new Russian Federation. Whileout walking one day, Alim’s lover is killed by a sniper bullet meant for Alimhimself. Whereas Elena, during a romantic meeting with Stephen in St.Petersburg, comes across the headless body of a Communist Party Member, AnnaMelnikova. Are all these murders and assassination attempts, including HamarZargal’s brutal murder, connected to each other in any way? Further investigations, led by Anna Melnikova’sbrother and Iris Zargal (old acquaintances ) will lead to a very unlikelysuspect. Who was behind the plot? Who was pulling the strings and turningRussia and China against each other? No other than the Lama (the Buddhist monkmentioned previously), intent on taking revenge for the horrors his family hadundergone at the hands of the occupying Russians. When discovered, there isonly one way out: suicide.Back to normality, Elena and Stephen take a welldeserved holiday and meditate on the meaning of the eight Mongolian symbols.    
Prefazione
Mariella Alberini è una collega brava, una scrittrice di vaglia. Il suo tratto umano è elegante, direi unico. Lo ritroviamo anche quando scrive. Ma sa anche alternare la dolcezza dei rapporti privati, la tenerezza delle storie d'amore, con la forza espressiva dei racconti d'azione e dei più raffinati intrecci geopolitici. Già in Fuoco russo segreto abbiamo incontrato riferimenti di grande attualità e qualche sorprendente anticipazione. La realtà romanzesca e il suo rovescio fanno parte del repertorio di questa giornalista e scrittrice che conosce non solo la storia, le tradizioni, le leggende delle terre in cui ambienta i suoi libri, ma anche l'evoluzione dei rapporti diplomatici. Otto simboli mongoli si svolge su diversi teatri. Il palcoscenico è quello delle complesse relazioni che legano la crisi mediorientale al faticoso approdo della Turchia nell'Unione europea, il sacrificio del Tibet alle aspirazioni imperialiste della Cina (anche quella di oggi?), i fermenti del crollo sovietico all'ansia nazionalista delle repubbliche caucasiche, una volta schiacciate e cancellate nel sangue di tanti genocidi dalla furia omologatrice della Mosca comunista. Ma tra le quinte si intravedono le patologie di democrazie fragili, dominate da disordine e criminalità, la minaccia costante di un terrorismo che si nutre di odio verso l'Occidente, voglie incontenibili di riscatto nazionale, istanze religiose, suggestioni esoteriche. Quello che vi apprestate a leggere è il capitolo di una piccola ma assolutamente originale saga, i cui personaggi sono sparsi nel mondo dall' autrice e poi raccolti con sapienti colpi di scena e rapidi cambi di inquadratura. Elena Skutova e Stephan Schmidt camminano sulla lama affilata di una vita vissuta intensamente, tra emozioni, amori e ideali. I simboli della tradizione, l'ombra di Gengis Khan, lo sguardo dei Lama, le icone religiose e quell' oscuro limite assai sottile fra razionale e trascendente li avvolge in una luce soffusa che è quella delle albe e dei tramonti di terre desolate, martoriate ma ricche di storia e civiltà. Mariella Alberini fa parlare anche quelle terre, fra isbe e gher, in un ideale secondo piano di un romanzo d'avventura dove il possesso dell'uranio e dei diamanti è presagio di trame terroristiche e scontri apocalittici fra Occidente e Oriente. I due protagonisti nell' epilogo spiegheranno il significato di quegli otto simboli, dopo aver fatto trattenere a lungo il respiro al lettore e averlo catturato tra fantasia e realtà. Come nel precedente romanzo di Mariella Alberini Fuoco russo segreto, la cronaca si mischia all'immaginazione, e, come diremmo oggi con un' orrenda parola, la fiction anticipa gli accadimenti e forse qualche volta potremmo dire che persino li ispira. Qui, invece e per fortuna le maggiori ispirazioni vengono da un passato carico di lungimirante saggezza: «Chi era Zanabazar?», chiese a un certo punto Elena. Discendente di Gengis Khan venne mandato in Tibet a studiare il buddismo e seppe fondere religione e cultura. Armonia e pace. Protagoniste anche queste di Otto simboli mongoli. Il mistero verrà svelato, come nei migliori thriller, al momento opportuno ... 
Recensione
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