Mariella Alberini​​
Giornalista e Scrittrice

"Il Tigrepardo"

Collana Italiana
Anno di pubblicazione: 2007
Casa editrice: Macchione Editore
Prefazione: Umberto VERONESI
il tigrepardo
Riassunto
“Suaeccellenza si svegliò in un bagno di sudore. Seduti intorno ad una largatavolaa semicerchio, nove giudici lo fissavano impassibili”. Incomincia cosìquesto thriller dalle vicende molto reali, sovente agghiaccianti, ma semprevenate di sottile ironia.C’èun processo ad un’Eccellenza, capo di uno degli innumerevoli governisusseguitisi nell’Italia senza valori. Il tribunale è costituito dai Padridella Patria dall’Unità in poi. Ci sono efferati delitti maturati per compierevendette trasversali. Due giovani della ricca borghesia provinciale vengonobarbaramente trucidati. E poi si susseguono gli intrighi finanziari da nord asud con tappa obbligatoria nella Roma, capitale della palude italica. Edilagano oltre confine intrecciandosi con la mafia internazionale e i nuovicentri di potere. Oligarchi russi, ma anche italiani, beneficiari di immensipatrimoni passati di mano e venduti a èlite nobiliari in possesso di cospicuefortune monetarie. Suicidi eccellenti, fatti delittuosi da sempre accaduti neigangli del potere, ma che si riferiscono soprattutto all’ultimo ventennio. Iprotagonisti sono personaggi dell’alta borghesia, della nobiltà di oggi e diieri, figure di spicco imprenditoriale e politico nazionale ed internazionale.Attori che si muovono silenziosi nel folto del marasma regionale ed europeosempre all’insegna del mega profitto illecito. Droga, corruzione, truffa ad altopotenziale finanziario, traffico di materiale umano e componenti di armiatomiche. Delitti senza castigo. Un intreccio che spazia nell’ultimo ventenniodella nostra Storia, alternando episodi recenti a fatti accaduti anni prima inun flash back della memoria e delle emozioni sospese nel tempo e nello spazio…Ognuno dei personaggi che animano la scena ha l’istinto della fiera sorniona,sorridente e soddisfatta in procinto di balzare sulla preda…E sopra tutto ciò,due donne dalle molteplici qualità si dedicano a far luce su fatti e misfatti.La manager internazionale, geniale detective istintiva capace di scovare icolpevoli fino nei recessi del Palazzo. E la giornalista che squarcia lapesante coltre di nebbia per raccontare ai suoi lettori l’equivoco comportamentodi coloro i quali vogliono attrarre l’ingenuo elettore. Non mancano isentimenti veri, né le scene d’amore descritte sempre con leggerezza.  L’ottavo romanzo di Mariella Alberini è denso di colpidi scena  e di esplicite incursioninell’odierna realtà italiana. Personaggi ed avvenimenti che altri prenderebberocon le molle vengono affrontati  senzacirconlocuzioni con la schiettezza di chi ha la coscienza pulita. I rapidispostamenti in luoghi descritti con forte sensibilità paesaggistica mantengonoalta la tensione fino alle soluzioni finali che sono più di una.    
Prefazione
Credo di essere stato fra i primi lettori dell’ultimo impegno di Mariella Alberini, di certo incuriosito dal titolo di questo romanzo e invitato dalla vivacità e fantasia dell’autrice ed amica, che sempre hanno dato vita a storie intriganti, avvincenti, ricche di colpi di scena, e mai prive di un tocco di mistero. Ingredienti necessari per tenere viva l’attenzione, misti di una tecnica sapiente che sa invogliare a percorrere le pagine tutte di un fiato, che stuzzica a fare scommesse su come si snoderà la storia.Ogni bel libro ha il merito di regalare qualcosa al suo lettore. Una storia che potrebbe essere reale, nel suo intreccio che spazia nell’ultimo ventennio della nostra storia, alternando episodi recenti a fatti accaduti anni prima in un flash-back della memoria e delle emozioni sospese nel tempo e nelle spazio, mai uguali a se stesse volubili, a volte sincere o calcolate, passionali e manipolate, assetate di potere, di ambizione e di arrivismo, come in uno specchio della vita. In ambienti patinati, di feste dai retrogusti amari e salotti alla moda, di grandi alberghi dai fasti imbarazzanti, ammiccanti compaiono belle donne, personaggi dell’alta borghesia, della nobiltà di oggi e di ieri, figure di spicco del mondo imprenditoriale e politico nazionale ed internazionale. Attori dai passi felini, come tante tigri cacciatrici solitarie si muovono silenziosamente nel folto degli intrighi, inseguendo ed adocchiando pazientemente la preda in attesa del momento opportuno per sferrare l’attacco. Attacchi da ghepardo, simili ad una corsa verso una ignara gazzella, eleganti, studiati nelle minime mosse per essere veloci, mirati, precisi, per non mancare il colpo. Ognuno dei personaggi che animano la scena ha un’anima da fiera che sorniona sorride agli eventi e ai fatti soddisfatta. “Tigrepardo è il principe malavitoso, ma tigreparda è la politica che nulla crea e tutto distrugge”, si leggerà nell’epilogo del romanzo e tigrepardi, voglio aggiungere, sono tutti questi uomini e donne che hanno coi loro intrighi e pensieri appannato, perfino annullato, i profondi valori della vita, di onestà, moralità, di rettitudine e amicizia. La polvere di stelle di un insuccesso non frena sogni di nuove grandezze anche a costo della vita, non vi sono lacrime neppure di fronte al dramma di esistenze cancellate da un cieco destino, per chi ha compiuto il proprio cammino dimentico delle leggi umane e divine. Sembra chiudersi con l’amaro in bocca questo romanzo ma invece quello che mi resta nel cuore è l’immagine, seppure siano pochi i personaggi che vedremo uscire di scena a testa alta, di due giovani abbracciati nel crepuscolo di una giornata serena, che progettano insieme il futuro. A significare che la vita, nonostante tutte le peripezie ed avversità e la nostra crudeltà, continua e continuerà sempre ad essere meravigliosa.
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