Mariella Alberini​​



"Caro Silvio"


Pamphlet e Saggi
Anno di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Macchione Editore
Prefazione: Mario CERVI
Postfazione: Mariella Alberini

Caro Silvio
Riassunto
Il titolo di questo libro -“Caro Silvio”- non si presta ad equivoci. L’autrice Mariella Alberini è una fervida simpatizzante del Cavaliere ed ha sempre navigato, giornalisticamente e ideologicamente, in acque di centrodestra. Sia sul Giornale sia su Libero è stata titolare d’una rubrica -“Visto da lei”- che intreccia la sensibilità femminile a una grintosa vena polemica: e proprio dalle pagine di Libero sono tratti i commenti qui raccolti in volume. Le annotazioni di Mariella non di rado riservano al lettore scatti e svolte imprevedibili. La sorpresa e il mistero sono del resto gli ingredienti fondamentali d’un buon “thriller”, e la Alberini è ormai - con dieci romanzi al suo attivo e uno in uscita nel 2010 - una specialista del political thriller. Il che non significa, tutt’altro, che questo libro sia monocorde. Svaria da un argomento all’altro, l’immigrazione clandestina, il cinema, l’India, la cultura, le angosce del risparmiatore e via dicendo. Ce n’è per ogni gusto.​
Prefazione
Il titolo di questo libro "Caro Silvio non si presta ad equivoci. L'autrice Mariella Alberini è una fervida simpatizzante del Cavaliere ed ha sempre navigato, giornalisticamente e ideologicamente, in acque di centrodestra. Sia sul Giornale sia su Libero è titolare di una rubrica "Visto da lei" che intreccia la sensibilità femminile a una grintosa vena polemica: e proprio delle pagine di Libero sono stati tratti i commenti qui raccolti in volume. Le annotazioni di Mariella non di rado riservano al lettore scatti e svolte imprevedibili. La sorpresa e il mistero sono del resto gli ingredienti fondamentali di un buon thriller, e la Alberini è ormai - con dieci romanzi al suo attivo e uno in uscita nel 2010 - una specialista del political thriller.  Il che non significa, tutt'altro, che questo libro sia monocorde. Svaria da un argomento all'altro, l'immigrazione  clandestina, il cinema, l'India, la cultura, le angosce dei risparmiatori e via dicendo. Ce n'è per ogni gusto. Non voglio rubare a chi prenderà il meno "Caro Silvio" il piacere della scoperta, indugiando in citazioni. Mi limiterò a considerare due passaggi a mio avviso molto significativi. Il primo, datato 19 dicembre 2008, ha per titolo "Sogni, speranze e desideri dei italiani per il 2009". Mariella Alberini allinea le sue speranze che sono anche le speranze di milioni di noi. Vorrebbe che i tipi come "Bernie Madoff restino in galera a vita con tutti coloro che hanno approfittato della buona fede" dei risparmiatori.  Vorrebbe che fossero passati alla lente di ingrandimento i bilanci delle regioni. Vorrebbe l'abolizione immediata delle province. Vorrebbe che non ci fossero candidature di signore da avanspettacolo alla Camera." Vorrebbe che non ci fossero grotteschi applausi ai funerali, e tante altre cose ancora. Sottoscrivo di cuore (tranne che per il blocco totale dell'immigrazione, dove li troveresti, se davvero si procedesse così, un mungitore o una badante o un raccoglitore di pomodori nelle campagne del Meridione?). Un mio lettore affezionato e un po' dissennato ha proposto che io sia nominato senatore a vita. Io propongo Mariella Alberini al Parlamento. Purché , una volta arrivataci, non si comporti come chi in Parlamento l'ha preceduta, e mantenga le promesse. "Caro Silvio", l'affetto c'è, ma anche qualche frecciatina o qualche osservazione scomoda o qualche previsione malinconica. Come nella missiva a "Donna Veronica" (Lario s'intende) del 29 aprile 2009: prima cioè che Berlusconi è la moglie arrivassero alla rottura definitiva. Mariella insiste con Veronica - perché Silvio sappia - sui suoi temi preferiti, tra cui la riduzione delle indennità ai parlamentari, e aggiunge qualche mugugno personale. Ma ciò che mi interessa è la conclusione. "In questi giorni, nei Tg, l'ho visto (Berlusconi) molto affaticato. Non è più un ragazzo come lei sa. Se non fa attenzione potrebbe non riuscire a scalare il Colle. E se non ci riuscisse, ma ce la farà, pensi alla sua disperazione di non riuscire più a dialogare con i grandi della terra ma solo con gli ex grandi, e i ricchissimi par suo. Gentilissima Donna Veronica, le congeneri d'Italia la capiscono e l'apprezzano, non si può immaginare il premier senza la sua invisibile presenza al fianco.  Pensi alla mia corona di spine e sopporti con pazienza la sua, scintillante di magnifici zaffiri e diamanti". Invece ormai bisogna immaginarlo, il premier, senza Veronica. Mariella Alberini avrebbe voluto un happy end. Niente. Comunque "Caro  Silvio", Mariella non glie le ha mandate a dire.
Recensione
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Mariella Alberini - Scrittrice e giornalista - Blog: Visto da lei - email: m.alberini@iol.it

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